CALDO ESTREMO: LA REGIONE LOMBARDIA VIETA IL LAVORO ALL’APERTO NELLE ORE PIÙ CRITICHE

Ordinanza n. 484 del 9 giugno 2026: nuove misure per la tutela dei lavoratori esposti al sole

Con l’arrivo della stagione estiva e il progressivo aumento delle temperature, Regione Lombardia ha emanato l’Ordinanza n. 484 del 9 giugno 2026, un provvedimento urgente volto a tutelare la salute dei lavoratori esposti al rischio di stress termico e colpi di calore durante lo svolgimento di attività lavorative all’aperto.

L’ordinanza nasce dalla necessità di contrastare gli effetti delle ondate di calore sempre più frequenti e intense che, negli ultimi anni, hanno determinato un significativo incremento dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.


Perché è stata emanata l’ordinanza?

La Regione Lombardia evidenzia come l’elevata temperatura dell’aria, l’umidità e l’esposizione prolungata alla radiazione solare possano provocare:

  • stress termico;
  • disidratazione;
  • colpi di calore;
  • perdita di coscienza;
  • gravi conseguenze per la salute fino ad esiti potenzialmente letali.

Il provvedimento richiama inoltre le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”, approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome il 19 giugno 2025, quale riferimento tecnico nazionale per la prevenzione del rischio caldo.


Periodo di validità

L’ordinanza è efficace:

dal 10 giugno 2026 al 23 settembre 2026

su tutto il territorio della Regione Lombardia.


Settori interessati

Il divieto riguarda le attività svolte in condizioni di esposizione prolungata al sole nei seguenti comparti:

  • Agricoltura;
  • Florovivaismo;
  • Cantieri edili all’aperto;
  • Cave.

Quando scatta il divieto?

È vietato svolgere attività lavorative all’aperto:

dalle ore 12:30 alle ore 16:00

esclusivamente nei giorni in cui il portale Worklimate segnala un livello di rischio “ALTO” per:

“Lavoratori esposti al sole – attività fisica intensa”

La verifica deve essere effettuata tramite la piattaforma Worklimate (progetto INAIL-CNR), strumento ufficiale individuato dalla Regione Lombardia per il monitoraggio del rischio da calore.


Attenzione: non basta consultare Worklimate

L’ordinanza precisa che il divieto opera anche qualora siano già state adottate le misure di prevenzione previste dalle Linee guida nazionali, quando il rischio residuo permane elevato.

Pertanto il datore di lavoro è tenuto a:

  • effettuare una valutazione specifica del rischio da calore;
  • pianificare le attività in funzione delle condizioni meteoclimatiche;
  • adottare misure organizzative adeguate;
  • verificare quotidianamente il livello di rischio.

Le attività logistiche sono coinvolte?

Pur non essendo comprese tra i settori soggetti al divieto automatico, l’ordinanza richiama espressamente tutte le lavorazioni all’aperto, comprese:

  • attività nei piazzali logistici;
  • baie di carico e scarico;
  • movimentazione merci all’esterno;
  • attività svolte in magazzini o capannoni non climatizzati influenzati dal clima esterno.

Per tali attività viene fortemente raccomandata l’applicazione delle Linee di indirizzo nazionali e l’utilizzo di strumenti di monitoraggio microclimatico.

Questo aspetto assume particolare rilevanza per le aziende del settore logistica e trasporti, che dovrebbero verificare l’adeguatezza delle misure adottate nel DVR e nelle procedure operative.


Misure di prevenzione raccomandate

Le aziende dovrebbero valutare l’adozione delle seguenti misure:

Organizzazione del lavoro

  • programmazione delle attività pesanti nelle ore più fresche;
  • rotazione del personale;
  • incremento delle pause di recupero;
  • riduzione dei tempi di esposizione.

Misure tecniche

  • installazione di zone d’ombra;
  • utilizzo di tende e coperture mobili;
  • disponibilità costante di acqua potabile fresca;
  • monitoraggio di temperatura e umidità.

Dispositivi e protezione individuale

  • abbigliamento leggero e traspirante;
  • copricapo con protezione del collo;
  • occhiali da sole;
  • creme protettive per esposizioni prolungate.

Informazione e formazione

  • riconoscimento dei sintomi dello stress termico;
  • procedure di emergenza;
  • corrette modalità di idratazione.

Eccezioni previste

Il divieto non si applica:

  • alle Pubbliche Amministrazioni;
  • ai concessionari di pubblico servizio;
  • agli appaltatori che operano per tali soggetti;

quando le attività riguardano:

  • interventi di pubblica utilità;
  • protezione civile;
  • tutela della pubblica incolumità.

Rimane comunque obbligatorio adottare tutte le misure organizzative e operative necessarie per ridurre il rischio di esposizione al calore.


Deroghe agli orari e limiti acustici

L’ordinanza raccomanda ai Comuni di valutare deroghe temporanee ai regolamenti sulle emissioni acustiche.

L’obiettivo è consentire alle imprese di anticipare o posticipare l’orario di lavoro nelle fasce più fresche della giornata, limitando l’esposizione dei lavoratori alle temperature più elevate.


Sanzioni

La violazione delle disposizioni contenute nell’ordinanza comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 650 del Codice Penale, salvo che il fatto costituisca reato più grave.


Cosa devono fare subito le aziende

EMCG S.r.l. consiglia di:

✓ verificare quotidianamente il portale Worklimate;

✓ aggiornare DVR, procedure e istruzioni operative per il rischio microclimatico;

✓ sensibilizzare preposti e lavoratori sui rischi da caldo;

✓ pianificare le attività nelle fasce orarie meno critiche;

✓ documentare le misure adottate ai fini della dimostrazione dell’adempimento degli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008;

✓ valutare l’impiego di strumenti per il monitoraggio delle condizioni microclimatiche nei luoghi di lavoro.


Come può supportarvi EM CONSULTING GROUP S.r.l.

I nostri tecnici sono a disposizione per:

  • aggiornamento DVR e valutazione del rischio da calore;
  • redazione procedure per attività in condizioni climatiche severe;
  • formazione e informazione dei lavoratori;
  • supporto alle imprese del settore edilizia, logistica, agricoltura e manutenzioni;
  • audit di conformità alle nuove disposizioni regionali.

Per informazioni o assistenza:
www.emcgsrl.com
ufficiotecnico@emcgsrl.com

La prevenzione del rischio da calore non rappresenta solo un obbligo normativo, ma un investimento concreto nella tutela della salute dei lavoratori e nella continuità operativa delle aziende.

In allegato trovate l’ordinanza della regione Lombardia.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI NON ESITATE A CONTATTARCI!

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